12/07/13

stupro di Montalto: ingiustizia è fatta

stupro di Montalto Ingiustizia è fatta.
Stamattina, dopo un giro di telefonate per seguire l'andamento dell'udienza finale prevista oggi, ci era stato comunicato che l'udienza era slittata a causa dello sciopero degli avvocati.
In realtà,"a sorpresa"l'udienza si è tenuta ugualmente come si evince dagli articoli di seguito riportati.
Profondamente addolorate e arrabbiate per l'andamento e l'esito del processo. dopo la messa in prova , per pochi mesi, in cui potranno tranquillamente continuare a studiare e a lavorare, il reato sarà estinto.
e cosa prevede la messa in prova? .." un percorso di reinserimento sociale presso associazioni che assistono donne in difficoltà"


Al fianco di marinella, al fianco di tutte le donne stuprate e offese.
Scateniamo la nostra ribellione!!
mfpr

da Repubblica

Stupro di Montalto di Castro, i colpevoli affidati ai servizi sociali 

11 07 2013

La notte del 31 marzo 2007 il branco - otto ragazzi all'epoca tutti minorenni - violentò ripetutamente una ragazzina di 14 anni  L'accusa aveva chiesto quattro anni per ciascun imputato.
Dopo sei anni gli otto ragazzi componenti il branco che la notte tra il 31 marzo e il primo aprile del 2007 hanno stuprato una ragazzina di 14 anni in una pineta di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, saranno sottoposti al regime della messa alla prova per 24 mesi, svolgeranno lavori socialmente utili, potranno continuare a studiare o lavorare.
Trascorso questo periodo e in base al giudizio che sul loro comportamento sarà dato dagli assistenti sociali e dal giudice delegato a seguire i loro progressi, potranno anche sperare di ottenere la dichiarazione di estinzione del reato loro contestato. Quello di violenza sessuale di gruppo per avere aggredito una loro coetanea violentandola a turno.
Lo ha deciso il tribunale dei minori, presieduto da Debora Tripiccioni, che lo scorso gennaio aveva sospeso il processo giunto al termine della fase dibattimentale e che aveva fatto richiedere al pubblico ministero, Carlo Paolella, condanne per complessivi 32 anni di reclusione a carico degli otto imputati, vale a dire quattro anni a ciascuno.
Nel provvedimento il tribunale sottolinea che ciascuno degli imputati deve mantenere l'attuale attività lavorativa e che comunque deve sempre seguire gli studi che ha in corso.
Lo stupro avvenne nella pineta di Montalto di Castro e la vittima venne immobilizzata e violentata a turno. La serata del 31 marzo 2007 era iniziata in una festa di compleanno e poi la quattordicenne, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, venne convinta da un amico a fare una passeggiata nella pineta della località sul litorale laziale. Qui venne violentata dal branco per oltre tre ore e al termine minacciata di ripercussioni se avesse denunciato l'episodio. I responsabili furono poi rintracciati dagli agenti della squadra mobile di Viterbo due mesi dopo.
Nel provvedimento il tribunale sottolinea che ciascuno degli imputati deve mantenere l'attuale attività lavorativa e che comunque deve sempre seguire gli studi che ha in corso.

da Tuscia Times



E' stata disposta la messa in prova per gli imputati dello stupro che avvenne nella pineta di Montalto di Castro, la notte del 30 marzo del 2007. Vittima una 15 enne, che venne violentata a turno da otto ragazzi , all'epoca dei fatti minorenni. Il tribunale dei minori di Roma ha deciso per gli otto imputati un percorso di reinserimento sociale presso associazioni che assistono donne in difficoltà. La durata di tale percorso è di un anno e cinque mesi per alcuni e di un anno e dieci mesi per altri. Dopo la messa in prova sarà
fissata una nuova udienza, nella quale si valuterà l'esito di tale percorso. Se sarà giudicato positivo il reato sarà estinto. Soddisfazione è stata espressa da uno dei legali difensori, l'avvocato Antonio Cardone, che ha affermato, secondo quanto riportato dall'Agi: "Siamo pienamente soddisfatti per la decisione assunta oggi dal tribunale coerente e conforme ai principi che ispirano il processo minorile. Siamo sicuri - ha sottolineato il difensore - che il provvedimento garantirà un adeguato recupero dei giovani che tutti, nessuno escluso, hanno ammesso i fatti pur precisando come non fossero pienamente consapevoli della gravità di quanto stavano facendo. Comprendiamo il dolore della famiglia della ragazza offesa e contiamo che da oggi in poi tutte le persone che hanno strumentalizzato questo processo abbiano rispetto per tutte le parti coinvolte". Sulla vicenda interviene anche Daniela Bizzarri (Pd), che spiega: "Nessuna di noi, nè le Donne di Viterbo, nè l'Udi ha partecipato stamani in quanto ci avevano detto sino a ieri sera che in virtù dello sciopero degli avvocati  non ci sarebbe stata oggi alcuna udienza. Invece- prosegue Bizzarri - si sono presentati tutti  e si è proceduto a stabilire i criteri della messa in prova degli otto ragazzi. Ora - conclude Bizzarri - vedremo come agire di comune accordo con la famiglia della vittima".

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