03/09/11

Morta per bisogno di lavoro

"Abbiamo bisogno di lavorare . E se ci facessero andare in campagna anche di
notte, lo faremmo". Ha detto una delle 31 braccianti del pulmino che
all'alba del 31 agosto si è schiantato contro un'altra macchina. Rosaria
Semeraro 36 anni è morta e 23 sono rimaste ferite, di cui 3 molto gravi.
Non è un fatale incidente. Altre braccianti negli anni scorsi sono morte
andando al lavoro. Chilometri e chilometri di strada, al buio, fatti in
fretta, spesso in pulmini vecchi e riempiti oltre il possibile, per un
lavoro che, come racconta la bracciante Maria, è fatto di "sveglia alle 2
della notte per essere pronte ad uscire di casa alle tre, quando passano i
pulmini", spesso con il caporale. Anche due ore e più di viaggio e poi si
lavora per 7/8 ore, ma anche fino a 12 ore, e anche per 7 giorni alla
settimana nei periodi di più lavoro; sempre in piedi e per un salario che
bene che vada arriva a 40 euro ma che normalmente per le donne è sui 25/30
euro al giorno. Rosaria e le altre dovevano andare da Villa castelli (BR)
alle campagne vicino Castellaneta (TA).
"Molte di noi - continua Maria - hanno i mariti che non lavorano, oppure
hanno un solo stipendio in casa che ormai non ti consente più di vivere
dignitosamente. E così, finita l'estate, molte decidono di lavorare nella
raccolta di verdura, prezzemolo, cavoli. Ti metti la giubba e lavori".
Per questo è morta Rosaria, per questo rischiano la vita tante braccianti.
Noi lavoratrici, disoccupate, ci stringiamo intorno alla famiglia di
Rosaria, ai suoi due bambini, alle braccianti ferite e diciamo che NON E'
GIUSTO!
Dobbiamo lottare per i nostri diritti, per non morire. Non possiamo buttare
la nostra vita per il profitto dei padroni!

MFPR Taranto

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