21/07/10

BRUCIA SUL LAVORO. A CHI CHIEDERE GIUSTIZIA ?

Dal blog di Samanta di Persio:

luglio 12, 2010 at 12:58 pm

Valentina Candelaha, 23 anni, svolge il Servizio Civile presso un Ente accreditato: il Consorzio di Cooperative Icaro a Santa Maria Capua a Vetere (CE).
Dal 1 agosto del 2005 è assegnataria di un progetto denominato "Galilei": somministrazione di test per l’inserimento lavorativo di persone disagiate. In quella struttura i termosifoni non ci sono, l’unico modo per scaldarsi è una vecchia stufa a gas.

Il 24 gennaio 2006 la gonna della ragazza prende fuoco. Sul posto non ci sono estintori, i suoi colleghi non riescono a prestarle soccorso immediato. Valentina è una torcia umana, viene portata all’ospedale Cardarelli di Napoli col 25% del corpo ustionato. La diagnosi: ustioni di II e III grado, prognosi di 60 giorni. Esce dall'ospedale dopo 189 giorni e 9 interventi. Dalla cartella clinica: in entrata 25% di ustioni (solo sulle gambe) ed esce con il 50%. Non ci sono foto dello stato delle ustioni di Valentina all’ingresso nell’ospedale. Sono state fatte all’arrivo alla clinica Maugeri di Telese, dove avrebbe dovuto fare la riabilitazione ed invece le hanno dovuto curare prima l’infezione (al Cardarelli ha avuto febbre per 185 giorni ed ha avuto anche uno shock settico).

Racconta Imma Fiorillo, la mamma: "Comincia una via crucis infinita: altre 9 operazioni (finora) al Sant’Eugenio di Roma, per cercare di rimediare in parte agli errori fatti. L’ha salvata il dottor Gaetano Esposito.
Denunciamo il titolare dell’ente dove svolgeva il servizio civile, in realtà mai fatto, denuncia penale agli 8 chirurghi plastici che l’hanno operata al Cardarelli.
Tra errori più o meno "causali" ci sono voluti oltre 4 anni solo per arrivare all’udienza preliminare che si è conclusa con il rinvio a giudizio di tutti gli imputati. La prima udienza è fissata per il 21 settembre 2010, ma chissà se si farà."
Il TG5 del 2 maggio 2008 si occupa della vicenda nell’approfondimento "Indignato speciale". La trasmissione si conclude con una denuncia al padre di Valentina e ai giornalisti che si sono occupati della vicenda. Avrebbero diffamato l’Associazione Icaro. In questo Paese denunciare l’assenza delle più elementari condizioni di sicurezza, in palese e totale violazione del D.Lgs.626/94, significa diffamare.

Continua Imma: "Dopo 4 anni e mezzo il Consorzio di Cooperative Icaro svolge il suo servizio in tutta tranquillità con decine di ragazzi concessi dal Servizio Civile. I sanitari del Centro Ustioni del Cardarelli continuano serenamente ad operare. La causa langue e mia figlia dopo 18 operazioni (per ora), passa la vita a curarsi (cure costose e non elargite assolutamente dal SSN)"

Il Consorzio Icaro non ha stipulato assicurazioni per i Volontari del Servizio Civile e il massimale dell’assicurazione stipulata dal Servizio Civile Nazionale (U.N.S.C.) risulta irrisorio rispetto alle spese effettuate e da effettuare.

"Abbiamo scritto ad innumerevoli istituzioni - Conclude Imma - ciascuno per il suo campo: dal presidente Napolitano, sempre così attento agli incidenti sul lavoro (!), al direttore del Servizio Civile, a Paolo Ferrero, allora ministro della Solidarietà Sociale da cui dipendeva il Servizio Civile, a Carlo Giovanardi, da cui dipende adesso, a Livia Turco, allora ministro della Salute, a Montemarano assessore della sanità campana, ad Alfano, ministro della giustizia, a Lepore procuratore della Repubblica di Napoli, ma non abbiamo cavato un ragno dal buco. L’ultima speranza è nella Commissione errori medici, ma anche questa prende tempo e forse tempo non ce n’è perché potrebbe arrivare la prescrizione. Non sappiamo più cosa fare. Sono 4 anni che io e mio marito stiamo facendo di tutto per far proseguire la causa e non farla cadere nel dimenticatoio, ma sono lobbies che non si riescono a piegare.
Come fare per avere giustizia ? Possibile che in Italia è riservata solo ai potenti?"

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