22/10/17

Chi lotta non è mai sola - No al 41 bis per Nadia Lioce!



Dal 7 luglio ad oggi, l’appello per la difesa delle condizioni di vita delle prigioniere politiche - “No al 41 bis per Nadia Lioce” è arrivato a oltre 1890 firme.
Il 24 novembre a L’Aquila, alle ore 10:30, davanti al Tribunale in Via XX Settembre 68, saremo in presidio per dire “Basta alla violenza di Stato contro le donne - No al 41 bis per Nadia Lioce!”
E non saremo sole, ci accompagneranno le voci, ma anche i corpi, di quant* hanno sostenuto, ognun* con le sue forme, questa campagna.
Centinaia di messaggi di solidarietà ci sono arrivati dal 7 luglio ad oggi, messaggi che, con le firme, contiamo di far arrivare a Nadia e alla direttrice del carcere dell’Aquila per il 24 novembre.
Ma oggi, in vista della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è proprio a queste che vogliamo dare voce, riportandone alcuni messaggi e scusandoci se, per motivi di spazio, abbiamo dovuto sacrificarne molti:
  • L'art. 13 della Costituzione è tuttora in vigore! “E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle  persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”... perché non consentire ad una detenuta di farsi compagnia neanche con i libri è un omicidio di Stato! (Loredana Mezzopane)
  • Firmo perché i compagni che vivono nelle carceri devono essere sostenuti e non dimenticati. Solidale con i prigionieri politici (Rosaria Cordone)
  • Vergognoso. Tortura bella e buona (Catia Tebaldi)
  • 41bis=tortura Il proletariato non si é pentito (lisa seracini)
  • Non è ammissibile che in un paese "Democratico" esistano condizioni di detenzione di questo genere. (Laura Grasso)
  • Perché è giusto.Anche perché sono indignata che ancora nel 2017 l'umanità non abbia progredito, sia fermato l'evoluzione evolutivo lasciando tutto lo spazio alla guerra e alle sue macchine perfette per uccidere! (Gemma Vecchio)
  • NADIA LIOCE  ha  combattuto, e  combatte  per una  società,  che  sia  giusta:  è  una  barbarie,  averla  arrestata, e  tenerla  incarcerata.  Si  provveda  a restituirla,  con  la  massima  immediatezza,  alla  sua  casa e alla  sua  famiglia. (Maria Felicia Crapisi)
  • Dopo 12 anni non basta? Quanto accanimento ancora? Cerchiamo di conservare un briciolo di un'umanità anche per i detenuti politici di casa nostra. (Luigia Bruno)
  • firmo perchè ogni essere umano ha diritto al rispetto  come essere umano (Giovanna Bozzini)
  • Ho fatto anch'io il carcere e ti trattano veramente molto male, le carceri italiane  sono disumane!!! (Marilena Passaro)
  • Non devono più essere I detenuti x la politica in un paese che si dichiara di essere lo stato democratico. (Agnessa Dymsha)
  • Per la regressione anzi per il non sviluppo nei confronti delle donne. Dopo tanti anni ci ritroviamo ancora a dover sentire parlare di donne trattate come "animali" anche se gli animali fanno vita migliore che lo strazio che sta subendo questa donna. Mondo di maschilisti! Che il movimento femminista si faccia valere!!! Disprezzo per le leggi italiane, disprezzo per chi viola i diritti umani (Francesca Bilotta)
  • Il carcere non è mai la soluzione.....ma il problema. (Donatella portas)
  • E' vergognoso i intollerabile l regime carcerario al quale viene sottoposta questa donna (Francesca Montanari)
  • E' INDEGNO PRIVARE DEI DIRITTI UMANI QUALSIASI DETENUTO,NON E' DEGNO DI UN PAESE DEMOCRATICO.LA DETENZIONE  HA IL DOVERE DI RIABILITARE , CHE VERGOGNA (annamaria lassandro)
  • C'e chi ha fatto molto di peggio, e sta nella sua villa in Costa Smeralda. La nostra giustizia fa veramente schifo. (Marcella Fusco)
  • Nn ritengo che sia giusto trattare disumanamente questa donna. (Ada Ronzulli)
  • Perché ha come unico scopo quello  di punire una donna che continua a ribellarsi.( Rosanna Agresta)
  • Pedimos a defesa das condições de vida de Nadia Lioce, a única prisioneira política feminina que sofreu um regime severo de 41-bis por cerca de 12 anos. (Gisela Francisco)
  • per la difesa delle condizioni di vita delle prigioniere politiche (Paola Ferretti)
  • Libertà per tt i prigionieri rinchiusi nelle carceri imperialiste,al posto suo chi fa femminicidio (laura pellegrinuzzi)
  • il carcere è già privazione della libertà, l'isolamento permanente è tortura. la tortura è un crimine. (lucia bitoun widia)
  • Perché é pura tortura (Eugenia federigi)
  • Firmo perché odio questo sistema (Giovanna Carnevale)
  • Restiamo umani (Teresina Pognant Airassa)
  • perkè il 41 bis è tortura (Daniela Piazza)
  • Concordo per la difesa delle condizioni di vita di Nadia Lioce non è giusto è disumano l'accanimento nei confronti di questa donna (nicoletta frabboni)
  • Non è  giusto giudicare e torturare in certe misure soprattutto se è c il colore politico (marina rissotto)
  • firmo perchè parlarne il più possibile può servire (Italia Deiana)
  • Leggete "Fine pena ora" del Giudice Elvio Fassone. Una sola parola: ILLUMINANTE. No all'ergastolo ostativo, per lei e per chiunque. (Lucia Turin)
  • Perché credo sia giusto! (giusepina ronchi)
  • non condivido il suo modi e idee, ma il trattamento è disumano vergognoso (sandra setti)
  • È ingiusto il trattamento riservato a Nadia Lioce (Cinzia Freguglia)
  • Solidarietà con Nadia e tutti i prigionieri politici! (Nella Nota)
  • No alla tortura del 41 bis (Luisella Consumi)
  • Il 41bis è una aberrazione. (Simona Biffignandi)
  • Tutto ciò é inaccettabile (Carmela Morrone)
  • Contro il 41-bis. (Giada Tiddia)
  • In nessun Paese che si definisca minimamente civile, puo' essere consentito un trattamento cosi' disumano! (Trincas Gisella)
  • Perché é incredibile  ingiusto (mirna colecchia)
  • No Al 41bis per Nadia Lioce (Lucia Dondi)
  • She has been punished long enough. She is ready to come home. (Stephanie Cocchia)
  • Perché i detenuti sono persone e hanno diritti (Anna Lisa Pecoriello)
  • Non sopporto che vengano ignorati i diritti primari delle persone.Leggere, studiare, informarsi, a chi può nuocere? Privare le PERSONE di questo diritto é un sopruso, una prevaricazione fine a se stessa. Se la finalità é la rieducazione, il metodo é  ridicolo e sbagliato.Mi dispiace molto per Nadia, penso che ormai ha scontato abbastanza.Ora basta con questo regime carcerario che é solamente vendicativo. (giulia zanasi)
  • Perché siano rispettati i diritti umani (antonella bagni)
  • Qualunque sia il delitto, lo Stato non può comminare pene contrarie al senso di umanità e dignità. Questo regime carcerario è tortura. (Donatella De Grande)
  • Sto firmando perchè dico NO al 41bis per Nadia Lioce. (valeria rizzo)
  • Dopo anni di carcere e isolamento non si può vivere con dignità (Giuseppina Turigliatto)
  • Non condivido il suo percorso ma trovo il trattamento inaccettabile e disumano . (Marina Del vecchio)
  • liberi dall'ergastolo (michela noberasco)
  • Perché non trovo nessun costrutto nell'eccesso di repressione mi sembra un inutile accanimento che in questo caso si esercita su una donna. Sembra una forma di vendetta e la giustizia dovrebbe essere qualcos'altro. (Patricia Tough)
  • le  donne in italia sono discriminate ,non c'è la parità tra uomo e donna ,,la donna viene sempre sminuita a partire dal lavoro ,lo stesso lavoro lo stipendio della donna  è inferiore allo stipendio dell'uomo ,,e su tutto è cosi (giovanna boe)
  • No al 41 bis per i prigionieri politici (Pina Di Orazio)
  • Per nadia libera (stefania favoino)

L’appuntamento al presidio del 24 novembre a L’Aquila e la campagna stessa, sono stati presentati come mozione all’Assemblea plenaria nazionale di Non Una Di Meno, che si è tenuta a Pisa il 15 ottobre, con circa 500 partecipanti, in massima parte donne. La mozione è stata accolta dall’assemblea con un caloroso applauso e una cinquantina di firme sono state raccolte quel giorno. Molte e molti hanno preso il volantino con l’appello e hanno firmato successivamente su Change.org.

Contiamo per il 24 novembre, alla vigilia della giornata globale contro la violenza sulle donne, di arrivare a oltre 2500 firme, da consegnare, oltre che a Nadia, alle istituzioni coinvolte e che continuano a nicchiare con vecchi e nuovi “decaloghi” di tortura, convinte di allontanare la paura di cambiare.
A questi signori diciamo che il 24 novembre verremo ancora alle loro porte e grideremo ancora più forte: per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti!

Di seguito la mozione presentata all’Assemblea nazionale di Non Una Di Meno e il video dell’intervento.

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario AQ



MOZIONE ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DI NUDM A PISA (15.10.2017)

 

Dal 7 luglio 2017 stiamo portando avanti una campagna per la difesa delle condizioni di vita delle prigioniere politiche e per la fine del 41 bis per Nadia Lioce.

Il nostro appello è arrivato sinora a circa 1800 sostenitori. In molti hanno firmato anche dall’estero e tantissime donne hanno risposto all’appello, anche all’interno del movimento NUDM.
Chiediamo a questa assemblea di sostenere questa campagna, di farla propria e di portarla nelle prossime mobilitazioni.
Noi il 25 novembre saremo presenti alla manifestazione contro la violenza sulle donne con uno striscione, per dire anche “basta alla violenza di Stato contro le donne, No al 41 bis per Nadia Lioce”.
Il 24 novembre Nadia sarà di nuovo sotto processo per aver turbato la quiete di un carcere che l’ha sepolta viva, condannandola al silenzio, a una condizione di isolamento totale e perenne, all’inaccettabile sacrificio della dignità umana.
“Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone e oltraggio a pubblico ufficiale” sono i reati che le si contestano per essersi ribellata, con battiture di protesta, al duro regime di 41 bis, ulteriormente inasprito dal 2011 con le circolari ministeriali che hanno imposto il divieto di ricevere libri e riviste dall’esterno (divieto tuttora in vigore con l’ennesima circolare del Ministro Orlando, altrimenti detta “decalogo per il trattamento dei detenuti in 41 bis”).
Dall’interpellanza parlamentare del Senatore Luigi Manconi, circa l’accanimento repressivo su Nadia Lioce, emerge che in 10 anni il materiale cartaceo conservabile nelle celle della sezione femminile del 41 bis del carcere di L’Aquila, è passato da 30 a 3 riviste, da 20 a 3 quaderni, agli atti giudiziari dell’ultimo anno e a un solo dizionario.
Contro queste limitazioni Nadia si è ribellata e per questo le sono state inflitte ulteriori restrizioni, con isolamento perpetuo, perquisizioni e sottrazioni di ogni oggetto che potesse aiutarla a sopravvivere a questo annichilimento. In soli 3 mesi ha ricevuto una settantina di sanzioni disciplinari, che equivalgono a 2 anni di isolamento.
Tutto questo è tortura bianca, è violenza di Stato contro una donna che continua a resistere alla barbarie di questo sistema, che di “umano” ormai ha solo i DIRITTI VIOLATI.

IL 24 NOVEMBRE A L’AQUILA, ALLE ORE 10:30, ci sarà una nuova udienza e rivolgiamo a TUTTE l’appello di venire al presidio davanti al Tribunale, o a fare iniziative in contemporanea nelle varie città.
ALLA VIGILIA DELLA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, DIREMO BASTA ANCHE ALLA VIOLENZA DI STATO CONTRO LE DONNE, NO ALLA TORTURA “DEMOCRATICA”, NO AL 41 BIS PER NADIA LIOCE!

Luigia, MFPR - AQ
 
 

21/10/17

Sciopero generale del 27 ottobre, il volantino delle lavoratrici Slai Cobas s.c. del Policlinico di Palermo


Noi stiamo con le attrici...

LA STUPIDA - E COMPLICE - CANEA CONTRO LE DONNE CHE HANNO DENUNCIATO IL VIOLENTATORE WEINSTEIN

Le voci, dichiarazioni anche di presunte "femministe" che stanno attaccando le attrici, donne che dopo anni stanno denunciando il porco e potente produttore Harvey Weinstein sono da un lato stupide, non capiscono o non vogliono capire in questo cosa è principale e cosa è ultrasecondario e irrilevante:

e' principale che venga fuori con forza la denuncia, l'attacco a questo produttore che ha usato il suo potere per imporre prestazioni sessuali, per ricattare; che vengano alla luce queste punte di iceberg che sono di tutto un sistema marcio fino in fondo, strutturale nell'imperialismo, che oggi viene simbolicamente (e non tanto simbolicamente) rappresentato, incarnato dal fascio imperialista-razzista-sessista Trump,  e che contribuiscono a mostrare come questo sistema non può essere riformato ma solo rovesciato;

è secondario e irrilevante per la lotta rivoluzionaria delle masse che il coperchio venga scoperchiato in ritardo o da esponenti della stessa classe borghese. Veronica Lario disse parole definitive contro l'"imperatore Berlusconi" nella fase del suo massimo potere, con la denuncia del "ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere", parole che fino ad allora nessuna "seria critica politica", anche di donne della "sinistra" aveva detto e tratto conseguenze. E noi all'epoca raccogliemmo e ci schierammo con la denuncia di Veronica Lario.

Queste voci di presa di distanza, quindi, sono di fatto un aiuto ai porci potenti e nessuna giustificazione può nascondere questo!

Dall'altro lato queste voci "critiche-critiche" verso chi sta denunciando Weinstein (e la denuncia si allarga a macchia d'olio) non solo coprono il sistema che produce questi stupratori seriali, ma fanno l'apologia del potere borghese, della sua ineluttabilità.

Dire che "è sempre stato così", che un "Weinstein era come tanti altri", "che cosa si aspettavano le attrici, se hanno accettato di andare nella sua stanza...", e stupidaggini del genere, (ma le stesse squallide argomentazioni queste signore/signori potrebbero applicarle a tante altre donne che vengono stuprate, uccise: "di che si lamentano...?": che ti aspetti se vai a sballarti in una discoteca? che ti aspetti se chiedi un passaggio in auto, ecc. ecc.), vuol dire lanciare di fatto un messaggio di inevitabilità, eternità di questo sistema imperialista, della sua intoccabilità, proprio nel momento in cui la crisi, che non è solo economica e politica ma anche sovrastrutturale, ne mostra tutto il suo putridume, e la maturità di una rivoluzione proletaria che spazzi via questo sistema e i suoi rappresentanti.

E le donne, i proletari, le proletarie, le masse popolari, i democratici coerenti, rivoluzionari non dovrebbero approfittare del marcio che viene fuori per mostrare l'unica strada necessaria e possibile?

MFPR

Solidarietà a Gina De Angeli, chi lotta non è mai sola!

La solidarietà non si arresta, giù le mani dalla compagna Gina, sempre in prima linea per la difesa dei diritti degli oppressi. Chi lotta non è mai sola e tu non ti sei mai stancata di lottare. Massima solidarietà dalle compagne del MFPR e dello Slai Cobas s. c. AQ.

Il reato di solidarietà punito dalla Giustizia ingiusta.
 
Ogni giorno vengono emanate ordinanze contro chi dà da mangiare ai migranti o si dispensano i Daspo urbano per colpire la marginalità sociale, tutti provvedimenti di immagine che non intaccano le cause del disagio e del cosiddetto degrado, non vanno oltre la intimidazione e la criminalizzazione, anzi sono strumenti repressivi messaggeri di paura verso chi dissente e disobbedisce. E’ ormai sempre più diffuso un reato che non trova traccia nel codice penale, quello della solidarietà verso gli ultimi.
Gina De Angeli, infermiera di Massa-Carrara, è sotto processo a Massa con l’accusa di avere guidato un corteo non autorizzato delle lavoratrici Dussman che alcuni
anni fa lottavano in difesa dei loro posti di lavoro. Sulle lavoratrici, in appalto all’ospedale di Carrara, come sulle colleghe di altri ospedali toscani, stava per cadere la mannaia della spending review con tagli all’appalto e riduzione dei posti di lavoro.
Gina, è stata condannata ad un mese di arresto e multa di € 250

Il reato di solidarietà verso gli ultimi, verso chi subisce soprusi, licenziamenti e ingiustizie è ormai parte integrante di un codice penale non scritto ma alimentato dalle ordinanze dei sindacati e dalla Legge Minniti. Lo abbiamo verificato nel caso dei migranti e dei daspo urbani, lo si vede con estrema chiarezza attraverso i licenziamenti arbitrari che colpiscono i lavoratori scomodi e i codici disciplinari che colpiscono delegati scomodi. Una grande repressione in silenzio si fa strada contro i lavoratori e le lavoratrici, contro chi non intende piu’ subire ingiustizie e disuguaglianze. La nostra solidarietà a Gina De Angelis la cui unica colpa è stata la sensibilità umana e politica verso le lavoratrici in lotta per la tutela dei loro posti

SINDACATO GENERALE DI BASE TOSCANA


Il commento di Gina De Angeli alla sentenza di condanna
Stamattina si è tenuta l'ultima udienza del mio processo, i fatti li conoscete tutti ... la sentenza è stata una condanna a un mese di carcere, 250 euri di multa e il pagamento delle spese processuali. Aspetteremo ora la deposizione della sentenza per leggerla con attenzione, e chiaro che verrà avviato tutto l'iter per il ricorso ... un dato è certo che con questa sentenza si vuole dare un segnale: diffondere paura, rassegnazione, divisione, isolamento e sopratutto abiuria. Sappiamo anche che con le lotte possiamo strappare dei risultati, ma per le lotte si pagano anche dei prezzi. Si tratta perciò di continuare a mantenere sempre alto il livello della mobilitazione, della denuncia del sostegno e della solidarietà, per rendere piu difficili, e dove è possibile, neutralizzare i loro progetti. Non possiamo e non dobbiamo stare fermi di fronte a queste sentenze, continuando ad affermare che non siamo disposti ad abbassare la guardia, a chinare la testa, ma vogliamo continuare con la nostra lotta. Il presidio che si è tenuto stamattina davanti al tribunale è il segno di una mobilitazione che va avanti in questa direzione, e prendo l'occasione per ringraziare compagni e compagne, lavoratori e lavoratrici per la loro solidarietà e sostegno (anche economico), durante le varie udienze che si sono tenute. Per la prossima settimana e in programma un'assemblea (comunicheremo poi giorno, ora e luogo), per discutere insieme come contrastare questa e ogni altra forma di attacco, avendo ben chiaro che la resistenza al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro non è nè accettabile, nè sopportabile dalle controparti.
In questi giorni a seguito di un diverbio con un dirigente mi è stato dato della "bolscevica", credo sia un onore essere paragonato a chi ha, per la prima volta nel mondo, ha sconfitto ogni forma di soppraffazione, di abuso, di violanza, di coercizione e di crimine, indicando al proletariato di tutto il mondo qualè la strada da percorrere. Abbiamo scritto e affermato in passato "che la salute e la sicurezza non si delegano, non si monetizzano e non si subordinano ad alcuna norma, al alcun contratto e ad alcuna legge....", questo per me si traduce nel fatto che non farò mai un passo indietro consapevole che aver difeso i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e la salute sia un mio dovere e un mio compito. Chiudo con una frase di Bertol Brecht "Non dimentichiamo mai: ora non è il momento adatto per vincere, ma per combattere le sconfitte". Un invito a rimboccarsi le maniche ...


19/10/17

Il MFPR risponde all'inchesta del movimento delle donne curde


Il movimento delle donne curde ha lanciato una piccola inchiesta, per poter - dice la rappresentanza internazionale del movimento delle donne curde (IRKWM – International Rapresentation Kurdish Women Movement) - rendere più forti e arricchire le alleanze e la solidarietà con le donne del mondo. Per questo abbiamo formulato alcune domande a cui potete rispondere per portare il vostro contributo a questo lavoro.


Quelle che seguono sono le domande e le risposte del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

  1. Quali sono gli effetti sulla politica del vostro Paese delle guerre che imperversano oltre i confini del tuo Paese (ad esempio la guerra in Siria, Iraq, eccetera)? Questa situazione ha influenza nella politica interna nel tuo Paese? Se sì, come?
Il nostro paese è sempre più in prima fila, al fianco degli Usa, e insieme agli altri paesi imperialisti europei, nelle guerre in corso. Il ruolo dell'Italia è pertanto fondamentale nella lotta dell'imperialismo contro i popoli.
L'Italia partecipa alle missioni belliche con una politica spinta neocoloniale per difendere e allargare il suoi interessi imperialistici economici, politici, strategici, a tutela dei profitti delle multinazionali italiane in Libia, in Egitto, nord Africa, ecc. con un ruolo di punta dell'ENI.
Questa politica è un danno per la lotta di liberazione dei popoli e per la lotta di autodeterminazione del popolo curdo, perchè l'Italia per i suoi interessi appoggia i regimi più dittatoriali, e tra questi il più “amico” è il regime fascista di Erdogan; pertanto l'intervento dell'imperialismo italiano non potrà mai essere di aiuto alla lotta del popolo curdo, che non può trovare neanche momentaneamente in esso un alleato, perchè l'azione dell'Italia, come dell'imperialismo Usa e degli altri paesi europei, rafforza anche sulla scena internazionale la politica di quei regimi che i popoli combattono.
Questo, d'altra parte, rende impotenti gli imperialisti a combattere l'Isis (prima loro creatura, foraggiata), i suoi attentati terroristici, la “guerra che inevitabilmente torna a casa”.
Per questo noi consideriamo che la solidarietà più utile che possiamo dare alla lotta dei popoli, alla
lotta del popolo curdo, è quella di combattere il nostro imperialismo.

17/10/17

17 ottobre, ore 18 la rivoluzione delle donne kurde a L'Aquila

Da Fuori Genere:

LA RIVOLUZIONE DELLE DONNE CURDE

Hanno imbracciato le armi per difendersi da sole contro l'avanzata dello Stato Islamico e i riflettori si sono accesi su di loro.

Ma le donne del movimento curdo esistono da molto prima della guerra e da anni lottano per la liberazione della donna, elemento imprescindibile per la liberazione della società.

Casematte, martedì 17 alle ore 18 ne parliamo insieme a Silvia, militante della solidarietà con il movimento delle donne curde.

A seguire aperitivo

16/10/17

REPORT DALL'ASSEMBLEA NAZ DELLE DONNE - ultimo giorno


DALLA DELEGAZIONE DEL MFPR 


Ieri assemblea plenaria, con le conclusioni dei Tavoli, le decisioni finali per il 25 novembre e ancora tanti e tanti interventi.

Durante l'assemblea una rappresentante delle donne kurde ha portato il sostegno all'assemblea e alla lotta delle donne in Italia, dicendo: abbiamo lo stesso obiettivo.

Verso le conclusioni, è stata presentata dalla compagna del Mfpr de L'Aquila, Luigia, promotrice della campagna per le prigioniere politiche, per Nadia Lioce, l'appello/mozione a difesa delle condizioni di vita e No al 41bis per Nadia Lioce. 
L'appello è stato accolto con un grosso applauso, come pure l'invito al presidio che si terrà a L'Aquila il 24 novembre in occasione dell'udienza del processo contro Nadia Lioce.
L'appello poi è stato sottoscritto da tante donne e altre invieranno le loro firme on line.


L'assemblea ha lanciato la manifestazione nazionale a Roma per il 25 novembre!
Ma questa volta - come è stato detto dalla gran parte degli interventi nei due giorni - sarà diversa dall'anno scorso, non sarà una passeggiata, un corteo "normale", ma sarà combattiva, esprimendo lo spirito di forza che dallo sciopero delle donne e dalle lotte che ci sono state in questi mesi e dall'assemblea è venuto fuori.
La manifestazione passerà e bloccherà alcuni dei luoghi Istituzionali simbolo della politica oppressiva e di attacco verso le donne, in particolare dal Ministero del Lavoro e dal Ministero degli Interni, del famigerato Minniti.


Unanime è stata la denuncia del carattere sistemico, strutturale della violenza sessuale, frutto di questo sistema capitalista. 
Certo, su come liberarsi di questo sistema capitalista, vi sono diverse posizioni, espressione anche della differente condizione di classe dentro il movimento delle donne, ma  la coscienza che questa violenza è strutturale a questa società, sgombera sempre più il campo da ogni illusione riformista che si possa mettere fine alla violenza sessuale lasciando in piedi il sistema sociale che la genera.

 
Lavoratrici delle coop. sociali di Palermo
e lavoratrici della Sodexo
 Il Tavolo sul lavoro insieme alla piattaforma, ha portato a tutta l'assemblea la proposta di un'inchiesta/autoinchiesta dei luoghi più simbolici dello sfruttamento e oppressione delle lavoratrici, finalizzata a costruire un collegamento, una rete delle realtà e lotte delle lavoratrici; insieme al fatto di andare nelle vertenze più importanti per "toccare con mano" la situazione e dare forza alle donne in lotta. E' quella "marcia delle donne", portata come indicazione dalle lavoratrici del Mfpr, che così comincia a concretizzarsi. 

Forte da vari Tavoli e interventi è venuta la denuncia delle politiche securitarie, le politiche repressive, come dell'azione razzista contro i migranti e le migranti di Minniti, con gli accordi criminali fatti in Libia.
Una proposta su questo che è uscita in assemblea è di fare il 4 novembre iniziative nelle varie città verso le caserme, contro la polizia, i carabinieri - i cui uomini stupratori, violentatori, non sono "mele marce" - ha detto una compagna di Torino - ma parte di un sistema organico fascista, sessista della polizia.
Così come è stata forte e unanime la denuncia dell'azione della Boldrini che proprio vicino al 25 novembre presenterà il piano del governo sulla violenza sessuale, che è di fatto un piano di controllo, di repressione della socialità.
Per questo è uscita dall'assemblea di ieri l'indicazione di una giornata di mobilitazione - intermedia al 25 novembre - contro questo piano del governo. Le compagne romane hanno proposto che questa giornata sia il 17 novembre dato che in questo giorno vi sarà la discussione Stato/regione su questo piano al Dipartimento delle pari opportunità. 
Ma soprattutto, come ha detto qualcuna e noi siamo d'accordo, per contrapporsi alla violenza dello Stato - che impone una sorta di "dittatura della violenza" - è giusta la violenza delle donne.
Una violenza rivoluzionaria, aggiungiamo noi, per rovesciare il sistema del capitale.

Come ha detto nel suo intervento la compagna del Mfpr di Milano, Giovanna, e le lavoratrici di Palermo, questa assemblea ha segnato un passo avanti; da questa assemblea usciamo più forti. E la manifestazione del 25 novembre deve essere espressione di questa forza, che ha trovato nello Sciopero delle donne una prima e grossa manifestazione.
La lotta delle donne deve far paura - come l'ha fatta la radicalità delle donne che sono state ai G7, al G20 dove i padroni del mondo decidono i nostri destini. Noi vogliamo esprimere lo spirito irriducibile delle donne. 
L'elemento che ha segnato la differenza in questa assemblea nazionale è stata la presenza, gli interventi, lo spirito portato direttamente dalle lavoratrici, dalle loro lotte, che uniscono parole e fatti.

Le posizioni si sono meglio espresse e anche delimitate. L'azione da "cappello", imbrigliante di nudm di Roma ha dovuto fare un passo indietro.

ORA ANDIAMO VERSO UN 25 NOVEMBRE FORTE E COMBATTIVO!