15/08/17

14 agosto 1944 - Dopo ore e giorni di inutili torture i fascisti uccidevano Irma Bandiera

 
La più ignominiosa disfatta della loro sanguinante professione si chiamava Irma Bandiera“. Renata Viganò, partigiana e scrittrice, conclude con queste parole il passo di “Donne della Resistenza” dedicato alla staffetta bolognese Irma Bandiera, nome di battaglia Mimma, uccisa il 14 agosto 1944 davanti alla casa dei suoi genitori in zona Andrea Costa.

I loro di cui scrive Viganò sono i fascisti torturatori della Compagnia Autonoma Speciale, guidati dal Capitano Renato Tartarotti. Furono loro che torturarono per sei giorni e sei notti ed uccisero Mimma. 

Irma finì nelle loro mani la sera del 7 agosto quando, di ritorno da una missione, dopo uno scontro a fuoco con i militi nazifascisti, fu fatta prigioniera. Aveva poco più di 29 anni, Mimma, era ancora ragazza e proveniva da una famiglia agiata. Era una militante comunista ed una staffetta partigiana della VII Brigata Gap.

Il 7 agosto 1944 aveva portato delle armi nella base della brigata di Castelmaggiore. Sulla strada del ritorno, a Funo, si scontrò con i nazisti. Fatta prigioniera, Irma fu prima imprigionata a San Giorgio di Piano e poi consegnata a Tartarotti perché l’interrogasse. Aveva con sé dei documenti cifrati e le autorità fasciste volevano sapere da lei chi fossero i capi del movimento e dove fossero le basi. Fu torturata per ore e giorni, inutilmente, perché lei non fece nessun nome. “Ma la piccola Irma non diceva niente” scrisse di lei Viganò.

Forse nell’estremo tentativo di piegare la sua resistenza, o forse come estremo spregio, i fascisti della Tartarotti la portarono la mattina del 14 agosto nei pressi della casa dei suoi genitori, in zona Andrea Costa, a pochi passi dallo stadio.

“Era ancora viva- scrive Pino Cacucci in Ribelli!– quando il 14 agosto gli aguzzini la scaraventarono sul marciapiede, al Meloncello, sotto la finestra dei genitori. Uno disse: “Ma ne vale la pena? Dacci qualche nome, e potrai entrare in casa, farti curare… Dietro questa finestra ci sono tua madre e tuo padre”.
Mimma non rispose. La finirono con una raffica di mitra, e se ne andarono imprecando.”

Per un giorno intero i fascisti lasciarono il suo corpo in strada, come monito verso i combattenti antifascisti e la popolazione che li appoggiava.

Ora quella via porta il nome di Irma Bandiera e sul muro davanti al quale rimase esposto il suo corpo una lapide la ricorda. “Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte. La Libertà e la Giovinezza offristi per la vita e il riscatto del popolo e dell’Italia. Solo l’immenso orgoglio attenua il fiero dolore dei compagni di lotta”.
 
Contro vecchio e moderno fascismo, il ruolo determinante dell'Altra Metà del Cielo in questo brano della Banda POPolare dell'Emilia Rossa, dedicato a Mimma e a Gabriella Degli Esposti:



12/08/17

GLI STUPRI DENTRO LA REALTA' DELL'ALTRA PUGLIA - QUELLA CHE NASCONDE EMILIANO...

(dal blog Tarantocontro)

La Puglia e il suo capoluogo vengono presentati dai suoi governanti di ogni colore, a partire dal suo Presidente della Regione, Emiliano, come già prima Vendola, come Regione moderna, avanzata, progressista; e i vari esponenti politici di questa Regione e del suo capoluogo scalano i partiti, il parlamento e vanno verso cariche ambiziose del governo nazionale del paese.
Invece è ricondotto ad episodi di cronaca locale l'orrore quotidiano dell'altra Puglia, dell'altra Bari, dell'altra Foggia, ecc.

La Puglia e alcune delle sue province, in particolare Bari, Foggia, ma anche Brindisi, Lecce sono nelle mani di feroci bande malavitose, ammanigliate con uomini di governo, delle Istituzioni, che controllano fette importanti dell'economia e si muovono dentro un territorio parallelo a quello dell'economia, della politica ufficiale.

Non ci occupiamo qui, anche se stanno apparendo numerosi articoli su questo problema, degli aspetti più eclatanti di queste bande feroci, meno strutturate, ma non meno pericolose, di mafia, camorra, 'ndrangheta, a cui peraltro sono legate; non ci occupiamo della permanenza in forme più o meno diverse della “Sacra Corona unita”, né dei rapporti di grandi affari che legano la grande malavita pugliese al Montenegro, all'Albania, ecc.

Qui quello che vogliamo invece denunciare è l'estensione e l'impunità di queste bande nel controllo del territorio, nell'egemonia in alcuni quartieri molto popolati e peraltro molto poveri e disagiati su tutti i terreni, dove queste bande amministrano e gestiscono il quartiere vincolando strati poveri delle masse, e della diffusione della “cultura” coatta, criminale in settori della gioventù che poi si rendono protagonisti di episodi efferati.

Tutta questa premessa serve a capire l'habitat dell'ultima storiaccia che gli stessi giornali borghesi non possono che chiamare “orrore”: gli stupri malavitosi su giovani ragazze ma anche su ragazzi e anche di bande di ragazzi sulle ragazze.
A proposito dell'ultimo episodio la stessa Procura parla di “stupri commessi in maniera così sistematica e violenta da compromettere l'integrità dei minori”; e il Procuratore di Bari denuncia l'aumento dei reati sessuali, i reati di pedofilia, pornografia - questi ultimi, dice, sono "passati da 35 del 2015 a 57 al 30 giugno scorso... le violenze sessuali erano 112 nel 2015 e sono ora 157 - insieme all'assenza dei servizi sociali... "più di 1500 le donne che nel 2016 si sono rivolte ai 24 centri antiviolenze e 10 case rifugio, in tutta la Puglia. Solo il 4,7 per cento dei circa 513mila minori monitorati è stato preso in carico dai servizi sociali...".

La storia venuta fuori che ha riempito pagine di giornali anche nazionali, della violenza per un anno di una ragazzina di 16 anni, rappresenta una sorta di punta di iceberg di questa situazione.

La possibilità di stuprare è diventata una delle ragioni dell'affiliazione ai gruppi malavitosi. In alcuni quartieri di Bari, e non solo, questa situazione non è rara ed è dentro l'analisi sommaria che in questa nota stiamo facendo.

08/08/17

Solidarietà alle 3 compagne processate per aver denunciato l'avvocato degli stupratori di "Rosa"

Il giorno 22 gennaio del prossimo anno si apre il processo contro Luigia De Biasi del Mfpr de L'Aquila e altre due compagne. 

L'avvocato dell'ex militare Tuccia - lo stupratore e quasi assassino di "Rosa", violentata nella maniera più barbara possibile e lasciata per terra, nella neve a rischio morte - aveva denunciato le tre compagne per le loro frasi di denuncia che lo avrebbero "offeso nell'onore e nel decoro".

L'Avv, Valentini del Foro de L'Aquila ritiene invece che sia "onorevole e decoroso" difendere uno stupratore.



Ora la Procura de L'Aquila - che non ha dato giustizia vera a "Rosa" - processa le tre compagne colpevoli di un "disegno criminoso"...!  



L'MFPR chiama tutte le compagne, le associazioni, collettivi a esprimere concretamente la solidarietà verso Luigia, Cristina e Leila, e a mobilitarsi in tutte le forme possibili in occasione del processo di gennaio.
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AL FIANCO DELLA NOSTRA COMPAGNA LUIGIA, 
AL FIANCO DI CRISTINA E LEILA...
SE ESSERE COLPEVOLI SIGNIFICA LOTTARE CONTRO LA ODIOSA VIOLENZA SULLE DONNE E CONTRO CHI NE E' ARTEFICE IN TUTTE LE FORME
ALLORA SIAMO TUTTE COLPEVOLI! 


Mfpr Palermo
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Sonia Medda  PA
Denunciateci tutte allora ....grande amarezza per uno Stato che giorno per giorno calpesta il nostro essere donna il nostro essere libere il nostro essere rivoluzionarie
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Vi ricordate il film "sotto accusa"? Ormai sono le donne violentate e stuprate ad essere processate e chi le sostiene!!! Schifo di giustizia che abbiamo!!!
Sono vicina a Luigia ed a tutte le donne che lottano x una vera giustizia!!! Rosy Pa

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Non credevo ... È allucinante... Massima solidarietà. lucia farruggia lavoratrice precaria ATA PA
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E' UN GRAVISSIMO ATTO CRIMINALE NEI CONFRONTI DI CHI OGNI GIORNO SI BATTE E LOTTA CON TUTTA SE STESSA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE , MA I CRIMINALI SONO LORO !!!!! CRIMINALE E' QUESTO SISTEMA MARCIO CHE CI VUOLE UMILIARE , DEPRIMERE, MORTIFICARE , DISTRUGGERE !!! SE PENSANO DI FERMARCI HANNO DAVVERO SBAGLIATO TUTTO ... TUTTO CIO' NON FERMERA' LA NOSTRA RIBELLIONE, ANZI LA ALIMENTERA' ANCORA DI PIU' !!! SIAMO TUTTE CON LUIGIA , CRISTINA E LEILA E LE SOSTERREMO CON TUTTI I MEZZI CHE ABBIAMO !!! FORZA !! Giorgia Pa
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SE TOCCANO UNA, TOCCANO TUTTE!


MASSIMA SOLIDARIETA’ A LUIGIA, A CRISTINA E A LEILA,CHE IL 22 GENNAIO PROSSIMO SARANNO PROCESSATE DA UNO STATO SEMPRE PIU’ MODERNO FASCISTA,STUPRATORE, MISOGINO E ASSASSINO

Se “offendere l’onore e il decoro” dell’avvocato difensore dello stupratore Tuccia, l’ex militare che nel 2012 violentò barbaramente Rosa, fino a ridurla in fin di vita,vuol dire essere criminali, allora siamo tutte criminali e dovrete processarci tutte!


PER OGNI DONNA UCCISA, STUPRATA ED OFFESA
SIAMO TUTTE PARTE LESA!

In questo sistema fascista,misogino e medievale, la storia sui corpi delle donne si ripete!

Da Taranto - dove la compagna Margherita sarà processata per avere “offeso l’onore e il decoro” dell’avvocato di fiducia di uno del branco che stuprò la piccola Carmela-  a L’Aquila, dove la compagna  Luigia De Biasi è accusata di avere materialmente redatto un comunicato “denigratorio” nei confronti dell’avvocato di Tuccia, comunicato che, tra l’altro, secondo la procura farebbe parte di un “disegno criminoso” ( la divulgazione del citato comunicato), e dove le altre due compagne –Cristina Petrucci e Lelia Spignese, sono ritenute complici del suddetto “disegno criminoso”.

Giusto per non dimenticare chi è Tuccia e anche il perché chiunque abbia la spudoratezza e la disumanità di difenderlo meriterebbe di essere messo, come minimo, anch’egli alla gogna, altro che comunicato denigratorio, è bene ricordare gli orrendi fatti.

Nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 2012, Francesco Tuccia, allora militare di stanza a L’Aquila,nel parcheggio esterno della discoteca 'Guernica' di Pizzoli (L'Aquila)  violentò ferocemente la giovane studentessa “Rosa”, assoggettandola ad una pratica sessuale brutale ed estrema, il “fisting” (che consiste nell’introduzione dell’intera mano ed in alcuni casi anche di due mani contemporaneamente, all’interno della vagina o del retto), riducendola in fin di vita e lasciandola peraltro a terra sulla neve, a quattordici gradi sottozero.
Rosa fu salvata solo grazie all’intervento dei vigilantes della discoteca, mentre il suo carnefice era rientrato tranquillamente in discoteca per lavarsi le mani sporche del sangue della giovane stuprata e quasi uccisa.

In merito ai citati drammatici e criminali fatti, allora anche uno dei giudici del processo che vide imputato il Tuccia, fu costretto a riconoscere che la realtà aveva superato la fantasia di un film horror.

Tuttavia, grazie alle leggi di questo stato moderno fascista, maschilista, stupratore  e femminicida - che condanna a pene irrisorie gli stupratori  e gli assassini delle femmine, mentre deride ed accusa le vittime e processa le compagne  che legittimamente si ribellano e denunciano la violenza sulle donne),  la bestia Tuccia è stata condannata a soli  7 anni e 8 mesi, di cui 3, tra l’altro, scontati agli arresti domiciliari.

A fronte di tutto quanto sopra, rispondere all’appello del MFPR per una mobilitazione in occasione del processo contro le tre compagne incriminate, è il minimo che le donne, le compagna,le femminista,nonché le associazioni e i collettivi, dovrebbero fare.

LA VIOLENZA SULLE DONNE NON E’ CASUALITA’, MA IL PRODOTTO PIU’ BARBARO DI QUESTA SOCIETA’!

ROVESCIAMO IL SISTEMA DEL CAPITALE, TUTTA LA NOSTRA VITA DEVE CAMBIARE!


Lavoratrici SLAI Cobas SC- Policlinico Palermo
Pa, 08.08.2017
 
 

07/08/17

PROCESSATE PER AVER DENUNCIATO L'AVVOCATO DEGLI STUPRATORI DI "ROSA"

Da Tavolo4

Il giorno 22 gennaio del prossimo anno si apre il processo contro Luigia De Biasi del Mfpr de L'Aquila e altre due compagne. 
L'avvocato dell'ex militare Tuccia - lo stupratore e quasi assassino di "Rosa", violentata nella maniera più barbara possibile e lasciata per terra, nella neve a rischio morte - aveva denunciato le tre compagne per le loro frasi di denuncia che lo avrebbero "offeso nell'onore e nel decoro".
L'Avv, Valentini del Foro de L'Aquila ritiene invece che sia "onorevole e decoroso" difendere uno stupratore.

Ora la Procura de L'Aquila - che non ha dato giustizia vera a "Rosa" - processa le tre compagne colpevoli di un "disegno criminoso"...!  

L'MFPR chiama tutte le compagne, le associazioni, collettivi a esprimere concretamente la solidarietà verso Luigia, Cristina e Leila, e a mobilitarsi in tutte le forme possibili in occasione del processo di gennaio.


Vai alla pagina della campagna Ci riguarda tutte

06/08/17

Per docici volte denunciò il marito che la maltrattava e le mostrava il coltello con il quale l'avrebbe uccisa

Con dodici coltellate costui la uccise 10 anni fà, mentre lo Stato stava a guardare!


Oggi lo Stato, condannato a risarcire i 3 figli di Marianna Manduca per un femminicidio che poteva evitare, evita di pagare 300mila euro impugnando la sentenza del Tribunale civile di Messina

Di seguito la denuncia di Giulio Petrilli su abruzzoweb:

PALAZZO CHIGI IMPUGNA SENTENZA DI FEMMINICIDIO, INSORGE GIULIO PETRILLI


L'AQUILA - "Il fatto che Palazzo Chigi impugni la sentenza sul risarcimento a favore dei figli di una donna vittima di femminicidio, che aveva per ben dodici volte denunciato le violenze subite, sancisce che i magistrati non pagheranno mai per i propri errrori!".
A parlare è l'aquilano Giulio Petrilli, riconosciuto innocente dalla Cassazione, dopo aver trascorso sei anni in carcere con l'accusa di partecipazione a banda armata, componente del comitato per il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione a tutti gli assolti.
Petrilli interviene sulla decisione di Palazzo Chigi di appellare la sentenza di risarcimento che coinvolge anche la magistratura, per gli orfani di Marianna Manduca, vittima di femminicidio. La donna fu uccisa dal marito Saverio Nolfo nel 2007, che aveva più volte denunciato per maltrattamenti alla procura della Repubblica di Caltagirone, senza ottenre nessuna tutela.
I magistrati, sono stati ritenuti responsabili di negligenza dal tribunale civile di Messina e la presidenza del Consiglio è stata condannata a risarcire il danno subito dai figli della donna. Palazzo Chigi, però, ha appellato la sentenza.
"Questa è una vergogna vera e propria - tuona Petrilli - hanno fatto una legge farsa sulla responsabilità dei magistrati per dolo e colpa grave e per errori giudiziari. Non ha mai pagato nessun magistrato. Stabiliscono loro se hanno commesso o meno un errore e neanche di fronte a questo caso clamoroso, ammettono di aver sbagliato e pagare come fanno tutti i normali cittadini".
"Il governo - aggiunge - si oppone a un risarcimento legittimo che i magistrati dovrebbero pagare. Hanno sempre la totale impunità come le caste politiche ed economiche. Il carcere per i colletti bianchi e per i politici non esiste, esiste solo per i poveri cristi. Se poi questi ultimi sono vittime di errori giudiziari, neanche vengono risarciti! Così funziona il sistema giudiziario in Italia!".
"Si tratta di una decisione grave ed inattesa - commentano all'indomani della decisione Alfredo Galasso e Licia D'Amico legali dei figli della Manduca - che tende a porre nel nulla un provvedimento giudiziario, che per la prima volta riconosce e punisce la responsabilità non della magistratura nel suo complesso, ma di singoli magistrati, colpevoli di una inerzia giudicata dai loro stessi colleghi ingiustificabile".

Le operaie dello sciopero delle donne: basta a lavorare con topi e scarafaggi

NON SI LAVORA CON TOPI, SCARAFAGGI, GAS TOSSICI... GLI OPERAI DELLA PASQUINELLI TARANTO - CON LE OPERAIE DELLO "SCIOPERO DELLE DONNE" IN PRIMA FILA - SI RIBELLANO!

"...Da vari giorni ci è stata data disposizione dall'Amiu di lavorare le ecoballe, invece di continuare a fare la selezione dei rifiuti giornalieri... praticamente stiamo riaprendo e lavorando materiale già scartato proprio per la sua pericolosità e contaminazione, e che invece paradossalmente - sembra quasi uno scherzo/una provocazione o una ritorsione perchè l'avevamo scartato - oggi siamo impegnati a selezionare.
Siamo arrivati ad una situazione insostenibile per la nostra salute. Le ecoballe contengono, oltre l'amianto sbriciolato, carcasse di animali, rifiuti ospedalieri, topi morti ma anche vivi, siringhe infette, materiale tossico, gas sprigionati dalla macerazione dell'umido, con conseguente formazione di percolato (sostanza altamente pericolosa per la salute). E i lavoratori devono respirare, toccare, tutto questo! Per giunta, materiale che è stato depositato nelle ecoballe da 10/15 giorni, e che in questi giorni con il grandissimo caldo diventa doppiamente intoccabile, pericoloso, con invasione di scarafaggi che dobbiamo toglierci dai nostri capelli, vestiti, invasione di mosche, ecc. ecc.
Giorni fa alcuni di noi si sono sentiti male sul posto di lavoro e siamo stati costretti ad andare al pronto soccorso... ora basta!
Pertanto ritenendo che è inumano e incivile, nonchè pericolosissimo per noi e le nostre famiglie continuare a lavorare con questi materiali altamente tossici,  da domani (oggi) non continuiamo più a fare questo lavoro!... chiediamo di fare il lavoro che abbiamo sempre fatto, cioè la selezione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata giornaliera."

Fin qui la lettera che le operaie e gli operai della Pasquinelli di Taranto dello Slai cobas per il sindacato di classe hanno scritto e mandato a Ditta, Amiu e Istituzioni.

Per padroni, Enti, Istituzioni finchè l'operaio "respira" deve lavorare; se ti ammali al massimo sarai sostituito da un altro, o gli altri operai lavoreranno al tuo posto.
Per padroni, Enti, Istituzioni occorre recuperare utili anche dalla "merda"

A Taranto, dove il tema più gettonato, da vari punti di vista, è "lavoro e salute" e dove dal governo Renzi/Gentiloni, alla Regione, al Comune giurano che loro vogliono rendere compatibile lavoro e salute, ora c'è un'altra dimostrazione di come in questo barbaro, putrefatto sistema è compatibile solo lavoro disumano (sempre comunque iper precario, sul filo del baratro, visto che a fine mese quegli operai sfruttatt, ammalati rischiano anche di essere licenziati) e riduzione dei "costi" della salute/sicurezza al minimo possibile. 

MA C'E' UNA VARIANTE SUL TEMA... LE OPERAIE, GLI OPERAI PENSANO E SI RIBELLANO!

Le operaie della Psquinelli
(che nell'8 marzo sono state una delle anime più combattive dello sciopero delle donne)

03/08/17

In solidarietà agli/lle arrestati/e del G20 ad Amburgo

Riceviamo e pubblichiamo da compagn* di Genova:


Domenica 06 agosto si svolgerà ad Amburgo una presenza solidale sotto al carcere di Billwerder, dove sono detenuti alcuni degli arrestati durante le giornate del g20. Contemporaneamente, a Genova, invitiamo ad un presidio in solidarietà agli arrestati per dimostrare loro vicinanza e supporto.

DOMENICA 6 AGOSTO ORE 18.00
PIAZZA SAN LORENZO - GENOVA
Libertà per tutti e tutte! CONTRIBUTO ALL'INIZIATIVA.


Il sonno degli uomini è più sacro che la vita per gli appestati; non si deve impedire alla brava gente di dormire. Ci vorrebbe del cattivo gusto, e il buon gusto consiste nel non insistere, è cosa che tutti sanno. Il cattivo gusto mi è rimasto in bocca ed io non ho cessato d'insistere, ossia di pensarvi”
Albert Camus, La Peste

Il 7 di Luglio dell'anno 2017 iniziava il G20, l'ennesimo summit internazionale come ormai molti se ne tengono durante l'anno in cui un manipolo di padroni del mondo si incontra per sedere ad un tavolo, compiacersi a vicenda sorseggiando vini pregiati, disquisendo di come spartirsi il saccheggio del pianeta esanime nel quale viviamo. Capita così che il neoliberista di respiro europeo Macron stringa la mano del dittatore genocida Erdogan in un salotto ben arredato mentre ci si accorda sulle strategie di soppressione e violenta repressione delle rotte migratorie di transito in Turchia verso l'Europa occidentale, succede che la conservatrice simpatica ai progressisti Merkel sorrida alle battute del razzista stupratore Trump mentre si decide su come devastare l'ecosistema ed avvelenare l'atmosfera oltre il punto di non ritorno, accade che l'oligarca autoritario nazionalista Putin riceva una pacca sulla spalla dal fantoccio Gentiloni mentre concede qualche metro cubo di metano in più in cambio del silenzio in occasione della prossima Crimea o della prossima legge omofoba ed omicida. Succede tutto questo, per tutti i giorni dell'anno tutto l'anno.
Imperversa la Peste mentre la brava gente dorme.
Dalle rivolte di Genova, Seattle, Heiligendamm sono passati molti anni, si pensa che non vi sia nulla da temere. Quel movimento di protesta è morto, dicono. La famigerata 'globalizzazione', che in quegli anni era spauracchio di un futuro incerto, oggi è il presente, talmente attuale quasi da non poter immaginare di vivere senza. Tutto ciò che usiamo, ciò che mangiamo, che guidiamo o vestiamo è prodotto in schiavitù altrove, da altri/e che non percepiamo e riconosciamo come persone, dei cui destini non ci curiamo e che non riescono a fare presa sulle nostre coscienze assopite. Questa volta tuttavia, i padroni del mondo scelgono di incontrarsi nel pieno centro di Amburgo, quasi per sfida. Una città la cui storia è ricca di lotte per la giustizia sociale, che celebra periodicamente l'autonomia di alcuni quartieri con proteste e rivolte. Ed è proprio in uno di quei quartieri, Lo Schanzenviertel, che i potenti si incontreranno per celebrare la loro farsa.
La sfida viene accolta e da mesi prima inizia una mobilizzazione che lascia presagire la volontà di opporsi con determinazione, si annuncia una larga partecipazione. Nei giorni prima del Summit compagne e compagni da tutta Europa si incontrano nella città tedesca, mentre la polizia mette in pratica da subito una politica di tolleranza zero: le case vengono perquisiste, iniziano gli arresti preventivi dei 'soliti noti', il campeggio dove le persone di fuori si erano radunate viene sgomberato con la forza. La strategia repressiva che la polizia intende mettere in atto si palesa in modo ancora più chiaro durante il corteo del 6 luglio, in cui sbirri antisommossa attaccano da più parti prima ancora che si possa muovere un passo, costringendo le persone a fuggire tra i lacrimogeni nella zona del porto. L'efficienza dell'apparato repressivo sembra inscalfibile e tutto lascia presagire che i tre giorni proseguiranno senza che la quiete venga turbata, mentre tiranni e dittatori godono dell'eccellente programma previsto tra una cena di gala ed un aperitivo con vista.
Nella giornata di Venerdi 7 Luglio tuttavia qualcosa sembra cambiare sin dalla